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Il tempio Khmer di Angkor Wat

LA CAMBOGIA
Sempre più viaggiatori scelgono di visitare la Cambogia, tornata a essere una delle tappe più ambite del sud-est asiatico oltre alle destinazioni più note del Sud-est asiatico come la Thailandia e il Vietnam e il Laos. Il Paese vanta una ricca tradizione culturale, una capitale di epoca francese e straordinari scenari naturali, a partire dai bellissimi paesaggi con le spiagge dalla sabbia bianca, alle risaie e le verdi colline, diventando una delle tappe più ambite del sud-est asiatico.
Ma una cosa spicca in assoluto come unica nel suo genere che un viaggiatore non può assolutamente non visitare quando si trova in questo straordinario paese è il complesso dei templi di Angkor Wat.

ANGKOR WAT
Angkor Wat, Patrimonio dell’Umanità in Cambogia dal 1992, è la massima espressione del genio khmer, un tempio impressionante e magnifico sia per la sua grande scala che per i suoi incredibili dettagli e particolarità.
Angkor Wat, costruita da Suryavarman II (1112–52), è la rappresentazione terrestre del Monte Meru, il monte Olimpo della religione hindu e dimora di antiche divinità. Infatti, tutti i principali templi realizzati dalla civiltà Khmer sono caratterizzati da una struttura centrale di forma piramidale. Proprio per questo motivo, questo schema progettuale è denominato “tempio-montagna”.

Questo tempio è l’anima della Cambogia oltre ad essere fonte di feroce orgoglio nazionale. Infatti, tutti i re-dio cambogiani si sforzavano di migliorare le strutture dei propri antenati in dimensioni, scala e simmetria, raggiungendo il culmine in quello che si crede sia il più grande edificio religioso al mondo.

DETTAGLI E PARTICOLARITÁ
Orientamento a Ovest
A differenza degli altri templi di Angkor, che sono rivolti verso est, tutti i principali santuari del complesso di Angkor Wat sono rivolti verso ovest in quanto l’ovest rappresenta il tramonto, la fine della vita, motivo per cui si ritiene che Angkor Wat fosse stato realizzato per essere la tomba monumentale di Suryavarman II, il sovrano che commissionò la costruzione del complesso. Quest’idea è supportata dal fatto che i magnifici bassi rilievi del tempio erano stati progettati per essere guardati in senso antiorario, una pratica che ha dei precedenti negli antichi riti funerari hindu.
L’ironia della sorte, volle che Suryavarman II morì nel 1150 durante una battaglia con i Chams, pertanto le sue ceneri non furono mai poste all’interno del complesso.

Ninfe celesti
Angkor Wat è famoso per avere più di 3.000 incantevoli apsara (ninfe celesti) e oltre 1.796 devata (divinità) scolpite sulle pareti. Gli architetti di Angkor Wat realizzarono immagini di apsaras di piccole dimensioni come motivi decorativi su pilastri e pareti e costruirono grandi Devata in tutti i livelli del tempio, dal padiglione di ingresso alle cime delle alte torri.
Ciascuna scultura è unica nel suo genere per la notevole diversità dei capelli, delle acconciature, dell’abbigliamento, della posizione, dei gioielli e dei fiori decorativi.

I dettagli
Una complicata e stupefacente serie di basso rilievi si estende per 800 m lungo l’esterno del complesso del tempio centrale, incisioni che rappresentano eventi storici e racconti dalla mitologia la cui simbologia è rispettivamente riconducibile alle catene di monti e all’oceano che circondano il Monte Meru.
Al suo interno si allungano tre spettacolari gallerie sovrapposte, tempestate di basso rilievi ispirati soprattutto a episodi dei due più importanti poemi epici indù: il Rāmāyaṇa e il Mahābhārata.
Uno dei miti più celebri è quello della “Zangolatura nell’Oceano di Latte” che racconta una colossale e articolata impresa in cui le due schiere divine dei Deva e degli Asura si ritrovano provvisoriamente alleate per frullare tutto il latte del grande oceano allo scopo di estrarne l’Amrita, il nettare dell’immortalità.

Photo Credits:
Foto di Lukas Kloeppel

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