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Nuova Zelanda: Dunedin, dove cultura maori e Scozia si incontrano

Dunedin è una città della Nuova Zelanda in cui si incontrano la cultura indigena dei maori e la cultura coloniale scozzese, ancora molto viva.

Nota anche con il nome maori di Ōtepoti, Dunedin è una città della Nuova Zelanda meridionale, situata nella regione di Otago. Si trova sul Golfo di Otago, terreno formatosi sui resti di un antico vulcano oggi inattivo. È l’ottava città per popolazione a livello nazionale ed è considerata una delle quattro più importanti del paese, insieme a Auckland, Wellington e Christchurch. In questa città si incontrano due anime molto differenti della Nuova Zelanda: l’antica cultura maori, la cultura scozzese, e non solo. Il suo mix di culture è letteralmente da record. Qui si trovano, infatti, il planetario, la stupa, la sinagoga, la torre campanaria, il punto Wendy’s, la voliera e i giardini botanici più a Sud di tutta la terra. Dunedin è inoltre città della Letteratura UNESCO.

 

La storia di Dunedin

Secondo diversi studi archeologici, pare che i primi esseri umani si siano stanziati nella regione intorno alla fine del XI secolo. L’esploratore britannico James Cook ha costeggiato la penisola di Otago nel 1770, segnalando la ricchezza di fauna marina del luogo, in particolare di foche e di pinguini. Molti balenieri avevano quindi deciso di esplorare la zona per darsi alla caccia. Erano stati così fondati diversi villaggi temporanei per i gruppi di cacciatori. Purtroppo la presenza degli stranieri era stata devastante per le tribù indigene maori, decimate da epidemie di malattie fino a tempo prima per loro sconosciute.
Nel 1848 un gruppo di 344 coloni scozzesi fonda la città di Dùn Èideann, nome gaelico per la città di Edimburgo. La Nuova Edimburgo prenderà presto il nome di Dunedin. L’identità scozzese è un elemento che resta forte ancora oggi a Dunedin. In città si può sentire spesso qualcuno che parla con accento scozzese, si preparano ancora specialità gastronomiche come l’haggis, si assistono a spettacoli con figuranti in kilt e con il sottofondo di cornamuse. Nel 1861 sono stati scoperti degli importanti giacimenti d’oro nella regione e così, a partire dal 1881, la popolazione di Dunedin inizia a moltiplicarsi. Sono arrivati immigrati da tutto il mondo: irlandesi, francesi, italiani, tedeschi e cinesi. Dunedin si trasforma in un mosaico di culture. Questa varietà culturale possiamo riscontrarla a colpo d’occhio passeggiando per la città.

 

La stazione ferroviaria di Dunedin

La stazione ferroviaria di Dunedin è il monumento più fotografato della Nuova Zelanda. Arrivando in città via treno, ovviamente, è la prima meta da visitare. La sua architettura in stile edoardiano non passa di certo inosservata. È stata progettata dall’architetto George Troup, soprannominato ironicamente e affettuosamente “George Gingerbread” dai neozelandesi. È costruita in pietra blu dell’Otago, in marmo di Aberdeen e il calcare beige di Oamaru. L’edificio non è molto grande, ma sicuramente d’effetto. Anche il suo interno è decorato con molta cura .

 

L’Octagon e il centro cittadino

L’Octagon è considerato da molti uno dei luoghi più belli della Nuova Zelanda. È il cuore della città di Dunedin. Qui si trova un’imponente statua dedicata a Robert Burns, celebre poeta icona del romanticismo scozzese. Il suo sguardo è rivolto alla Chiesa anglicana. Qui si trova anche un pub Oban. Nonostante lo stabilimento locale di scotch sia chiuso da tempo, a Dunedin si continua a bere whiskey molto volentieri. Girando per il centro si può vedere la vecchia prigione della città, costruita in mattoni rossi, sul modello dell’edificio di Scotland Yard a Londra. In questa zona si trova anche la redazione dell’Otago Daily Times, il quotidiano più antico della Nuova Zelanda. L’edificio, costruito negli anni Trenta, si distingue per la sua faccia in stile Art Deco.

 

Dunedin Public Art Gallery

La Dunedin Public Art Gallery è una delle principali gallerie d’arte della Nuova Zelanda. Qui sono esposte opere di molti artisti locali, e non solo. Troviamo anche una ricchissima collezione di arte giapponese, tele di Turner e di Monet. Vi è anche uno spazio dedicato alle arte decorative, ai tessuti, alle ceramiche a ad oggetti di vetreria.

 

Castello di Larnach

Il castello di Larnach è l’unico castello della Nuova Zelanda, una delle principali attrazioni turistiche della Nuova Zelanda. È stato costruito dal banchiere William Larnach alla fine del XIX secolo. Questo aveva fatto fortuna con l’estrazione dell’oro, diventando uno degli uomini più ricchi del paese. Il castello è stato costruito in marmo italiano, vetro veneziano e ardesia del Galles, Larnach non aveva badato a spese. Tuttavia, il banchiere si è goduto per breve tempo la sua sfarzosa dimora. Dopo diversi lutti in famiglia, questo decide di suicidarsi. Il castello è stato abbandonato, diventando prima un manicomio, poi una caserma e addirittura un convento di suore. Nel 1967 il castello è stato restaurato e aperto al pubblico. È circondato da bellissimi giardini, da non perdere.

 

Photo Credits:
Foto di Antilived per Wikimedia

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